VINCENZO RECCHIA

fotografia

Chi sono


Negli anni 70 inizia la mia carriera professionale di fotografo alternando il lavoro di routine alle macchine di stampa, all'odore del buio della camera oscura e dei sali d'argento.

Ho lavorato con il medio formato per le più svariate tipologie di generi e clienti e la pratica degli ultimi 50 anni ha costruito dentro di me un infallibile esposimetro interno. Negli anni 2000 la "scossa" tecnologica:il momento in cui i pixel hanno sostituito la grana e ho accettato la sfida come un'espansione, non come un tradimento: il digitale che "libera" l'analogico.

Oggi mi dedico prevalentemente al nudo, libero dagli impegni professionali.

Amo un uso del monocromo che ricorda la scultura classica e il mio interesse per una fotografia che spoglia l'immagine del superfluo (il colore) per concentrarmi sull'essenziale (il volume)e come l'ombra possa definire un corpo meglio della luce stessa.

Amante della musica classica e convinto che ritmo, armonia e composizione appartengano a entrambi i mondi dove in fotografia, il ritmo si ottiene attraverso la ripetizione di elementi visivi (linee, forme, colori) che guidano l'occhio, proprio come le note guidano l'udito nel tempo.

Cerco l'eleganza della distanza dove non c'è volgarità, ma una "distanza sacrale" tra l'obiettivo e il soggetto.

Cresciuto con il rigore della pellicola, ho trovato nella sintesi formale di Andreas Bitesnich e nel gioco di luci di André Brito la bussola per il mio sguardo: un nudo che non esibisce, ma rivela la perfezione scultorea dell'umano attraverso il contrasto e l'ombra."



 

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